Svolta per le strutture all’aria aperta: meno burocrazia ed estensione della tax credit per favorire gli investimenti in ristrutturazioni.

Sessanta milioni di presenze turistiche all’anno per un giro d’affari di tre miliardi di fatturato. Il turismo all’aria aperta è una solida realtà economica che conta oltre 2500 aziende in Italia, con 45 mila addetti e una capacità ricettiva che si aggira sui 1.300.000 campeggiatori al giorno. Basti pensare che rappresenta la seconda modalità di ospitalità professionale, dopo gli alberghi.
I numeri parlano chiaro: l’open air ha ampi margini di miglioramento ma è fondamentale individuare le priorità e rimuovere vincoli e criticità che frenano la crescita del settore.
Questi i temi al centro del convegno “Scenario e prospettive di sviluppo del settore open air”, svoltosi venerdì 13 maggio presso la Camera dei Deputati a Roma.
La giornata di confronto è stata organizzata dal Gruppo PD della Camera dei Deputati con l’intento di analizzare la situazione del comparto open air cercando soluzioni per snellire la burocrazia sul settore, valutare in parallelo nuove potenzialità su cui puntare per l’intera filiera.

Momento di rilievo l’intervento del Ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, che si è espresso in questi termini: “Stiamo ragionando con i gruppi parlamentari per portare in Parlamento una legge quadro sul turismo all’aria aperta che deve essere scritta tenendo presenti le competenze delle Regioni, ma che stabilisca un quadro e degli standard comuni. Soprattutto delle condizioni per andare verso la semplificazione delle procedure, pur rientrando nelle regole generali“.

Sul tema si è pronunciato anche Claudio Cardini, Amministratore Delegato di Elite Club Vacanze Group: “Riuscire a garantire un supporto normativo stabile e senza falle per il settore turistico significa garantire all’intero comparto un importante grado di sicurezza, anche in termini di occupazione. Facciamo un mestiere bellissimo, in continua evoluzione e che auspica sempre la ricerca della perfezione. Poter contare sulla sinergia tra pubblico e privato porterà ulteriore lavoro per le generazioni a venire oltre che risorse per il Paese. Sia in termini di contributi versati, che di economia di indotto”.

Ogni anno scelgono l’open air 8 milioni di ospiti, di cui tre milioni di turisti soggiornano su roulotte, case e mezzi mobili per un fatturato che supera il miliardo di euro mentre in 800mila scelgono di alloggiare in bungalow e appartamenti, messi a disposizione dagli stessi campeggi.
Il comparto degli allestimenti mobili ha ampi margini di crescita: a fronte di una realtà europea di 300mila unità, di cui 32mila in Italia, e di 3 milioni di fatturato il Belpaese secondo le stime incide per un sesto con ricavi che si aggirano sui 550 milioni. Il 2015 si è chiuso con prospettive incoraggianti (+2,5% delle presenze nei campeggi italiani) che fanno ben sperare per gli anni a venire.